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Memoriale agli Eroici Volontari Internazionalisti

osjk1Nel 2017 cade l’80esimo Anniversario dell’affondamento della linea oceanica ‘Ciudad de Barcelona’ (Città di Barcellona). La nave stava trasportando i ‘Brigatisti Internazionali’ – volontari socialisti che hanno combattuto al fianco dei rivoluzionari spagnoli contro il generale fascista Francisco Franco durante la Guerra Civile spagnola del 1936-1939. Il ‘Parco della Solidarietà’ è un nuovo significativo memoriale realizzato dallo scultore Rob MacDonald, artista e direttore della rivista d’arte Bad Art, per commemorare i combattenti delle Brigate Internazionali.

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James Ivens intervista Rob MacDonald per scoprire i particolari dietro alla storia e al processo di creazione del memoriale.

James: Cosa è successo il giorno in cui la nave è affondata? E perché è stata affondata?

Rob: la ‘Ciudad de Barcelona’, che stava trasportando circa 300 militanti delle Brigate Internazionali, pronti a combattere, venne affondata da un siluro il 30 maggio del 1937 davanti alla costa di Malgrat de Mar in Catalogna. Ufficialmente la nave doveva trasportare dei civili, dato che gli internazionalisti stavano andando a lottare clandestinamente. Ciononostante, venne attaccata da un sottomarino fascista prestato dal governo fascista italiano di Benito Mussolini. Mussolini sostenne l’insurrezione delle forze ‘nazionaliste’ durante la Guerra Civile, contro le forze antifasciste del Fronte Repubblicano.

Sappiamo che almeno 45 militanti delle Brigate Internazionali morirono. Secondo alcuni, i morti furono 65. In realtà è certo che il numero di morti fu più alto. Morirono senza lasciare traccia e sconosciuti ai più. Sappiamo inoltre che almeno 23 uomini, che sopravvissero al naufragio, morirono successivamente nel conflitto. Molti, furono salvati. L’esplosione del siluro venne sentita nei paesi vicini. I pescatori e i cittadini di Malgrat de Mar si adoperarono per salvare i naufraghi. Si tratta di un evento importantissimo nella storia catalana, ma come tante altre storie che riguardano la guerra civile spagnola, vennero insabbiate e nascoste dalla dittatura fascista al potere. Ad oggi sono in pochi a conoscere questi fatti.

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In questo anniversario vorremmo gettare luce su quanto avvenuto e lanciare un processo che porti alla costruzione di un grande memoriale dedicato a questa storia affascinante del passato.

James: Cosa ti ha ispirato nella creazione di questo memoriale?

Rob: Quando mi sono trasferito in Spagna ho deciso di voler partecipare alla lotta e svolgere un ruolo qui. La mia conoscenza politica della storia spagnola era basilare, ero quindi molto interessato a conoscere i dettagli della storia locale. Uno dei miei punti di riferimento politici da giovane erano state le lezioni della guerra civile spagnola e, come tanti, fui ispirato dall’eroismo delle Brigate Internazionali.

Un giorno, poco dopo il mio arrivo, stavo perdendo tempo su facebook quanto lessi per caso un resoconto emozionante scritto da un uomo che era sopravvissuto all’affondamento della nave. Fui molto commosso nello scoprire che questi uomini cantavano l’Internazionale, l’inno mondiale del socialismo, mentre la nave affondava. Ma rimasi letteralmente pietrificato quando lessi che tra questi c’era anche un mio omonimo Rob MacDonald. Mi colpì molto che Rob non ce la fece a raggiungere la Spagna e a lottare per il socialismo, mentre io ce l’avevo fatta. Decisi quindi che avrei fatto una scultura di lui. Dopo ulteriori ricerche divenne per me chiaro che l’intera storia di questi ‘brigatisti’ e della gente di Malgrat de Mar meritava di essere ampiamente conosciuta.

James: Dicci perché pensi che questa storia sia così importante.

Rob: Come ho detto la vera storia della ‘Ciudad de Barcelona’ è poco conosciuta. Come è poco conosciuto il fatto che fu un sottomarino di Mussolini ad affondare la nave, che gli uomini cantarono l’Internazionale mente morivano e che le comunità locali si adoperarono per salvarli, salvandone molti. Ma più in generale la storia di quel periodo è stata ampiamente soppressa. Quei militanti internazionalisti tentarono di raggiungere la Spagna per combattere non soltanto contro il fascismo, ma per lottare per un mondo libero dall’oppressione, per un mondo socialista.

Credo che sia giunto il momento che i giovani della Catalogna, della Spagna e del resto del mondo capiscano per cosa lottarono questi uomini e perché vennero in Spagna. Non si tratta di fare lezioni di storia accademica, ma di comprendere le lezioni necessarie ad affrontare i problemi odierni.

Ci sono i Trump e i LePen di questo mondo che vogliono farci credere che se non hai un lavoro decente, una casa o dei servizi pubblici di qualità la colpa è dei migranti e dei rifugiati che sottrarrebbero risorse. Secondo questi difensori del sistema capitalistico e anche di quelli che si presentano come anti-sistema, come i populisti di destra, è sempre la colpa di qualcun’altro. Vogliono indirizzare la rabbia della classe lavoratrice, che è creata dagli attacchi dei capitalisti, contro i lavoratori, i poveri, gli oppressi.

I militanti delle Brigate Internazionali vennero in Spagna per combattere l’espressione più estrema di queste idee. Lottarono per l’uguaglianza, la solidarietà e per un mondo socialista. Dal mio punto di vista si tratta di un motivo sufficiente per costruire un memoriale, un faro per quanto piccolo dedicato all’umanità.

James: Dicci di più sull’opera d’arte vera e propria

Rob: Il memoriale è composto da 60 sculture di ‘Brigatisti’ che cantano. Ognuno di questi è costruito nello stesso modo per esprimere la loro unità, ma sono tutti fatti a mano e hanno aspetti individuali per celebrare le loro differenze. Gli Internazionalisti sulla barca vennero da tutto il mondo: Stati Uniti, Canada, Belgio, Svizzera, Polonia, Germania, Gran Bretagna, Austria, Danimarca, Francia, Australia, Norvegia, Nuova Zelanda…

L’idea non è solo quella di costruire un monumento in pietra. Vorremmo sviluppare un progetto di comunità con gruppi di lavoro, iniziative di informazione storica e programmi educativi. Attraverso la collaborazione vogliamo poter imparare le lezioni per il presente.

James: Si tratterà quindi di un progetto collettivo?  

Rob: Sì! Vorrei che tanta gente potesse farmi compagnia nella realizzazione di questo lavoro. In questo modo lo costruiremo tutti assieme. Questo è molto importante perché lo spirito di collaborazione è un aspetto centrale delle idee per le quali i ‘Brigatisti’ hanno lottato. Il progetto è concepito come un ponte tra la comunità locale e la comunità internazionale. Vorremmo rafforzare questi legami e farne un motore di questo progetto. Vorremmo coinvolgere le comunità locali nella creazione di questo lavoro. Ad esempio, vorremmo coinvolgere gli studenti delle superiori in quelli che chiamiamo i ‘portali della comunità’.

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Troppi memoriali sono strani, astratti, noiosi, creati da un artista sconosciuto. Spesso le comunità locali non possiedono realmente i memoriali che dovrebbero appartenere loro. Dal mio punto di vista l’arte è sia il processo che il risultato. Spero che questo memoriale possa essere diverso.

 

James: Chi altro è coinvolto in questo progetto?

Rob: Il progetto è iniziato quando ho incontrato il gruppo Amics del Ciudad de Barcelona che avevano organizzato un evento per il 75esimo anniversario dell’affondamento. Alcuni sono del posto, altri di altri paesi. Stanno facendo un lavoro incredibile di ricerca, raccolta di informazioni e documentazione per rendere l’evento noto a tutti. Tra di loro ci sono degli storici e un regista. Ho presentato loro le mie idee e da allora abbiamo lavorato assieme in varie iniziative, nella presentazione del progetto al consiglio comunale, nella realizzazione di un video promozionale, ecc.

Mentre si sviluppa questo progetto sempre più persone vengono coinvolte, per esempio un architetto locale ci sta aiutando con alcuni aspetti tecnici. Siamo anche in contatto con alcune famiglie di sopravvissuti. Recentemente ho trovato, dopo una lunga ricerca online, la famiglia di Rob MacDonald. Ho sempre desiderato entrare in contatto con loro, è stata un’esperienza molto profonda per me.

James: Quindi cosa si può fare per aiutare?

Rob: Tante cose! Si può aderire al gruppo facebook, condividere le nostre esperienze mentre stiamo dando vita in diretta a questo progetto. Vogliamo essere il più trasparenti e aperti possibile. Un’altra cosa importante è sicuramente condividere la storia, perché è una storia che parla di grande umanità, e sappiamo che ce ne sono tante altre da scoprire.

La prima parte della progettazione verrà finanziata grazie ad una campagna di raccolta fondi, dunque una donazione è molto utile. Nel 1938 le Brigate Internazionali hanno prodotto un documento interno affermando che sarebbe stato necessario costruire un memoriale per ricordare questi uomini proprio su quella spiaggia di fronte alla quale affondarono. Che erano “eroici volontari per la libertà” uccisi dai “pirati fascisti”. Ora che ricorre l’80esimo anniversario di quell’evento è necessario dare una realizzazione concreta e definitiva a questo memoriale.

Per donare alla campagna: https://chuffed.org/project/solidarity-park

Aderisci al gruppo facebook: Ciudad de Barcelona 1937 Memorial

Mettiti in contatto con il progetto: ciudadbcn@gmail.com

Maggiori informazioni sugli eventi: ciudaddebarcelona1937.wordpress.com

Maggiori informazioni su Rob e sul suo lavoro: www.robmac.eu

 

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